Un’intervista sui meccanismi delle relazioni a TRC Modena
Ci illudiamo spesso di essere i cacciatori, di avere il controllo della situazione. E invece, senza accorgercene, siamo proprio noi a diventare prede.
È uno dei temi che ho avuto il piacere di approfondire in un’intervista a TRC Modena, con Maria Cristina Martinelli. Un’occasione preziosa per esplorare le sfumature di “E se Bambi fosse un cacciatore?”, che non è solo un romanzo, ma uno strumento di crescita personale.

Le chiavi per comprendere le relazioni
Siamo costantemente alla ricerca di chiavi di lettura per capire meglio noi stessi, e le dinamiche complesse che ci legano agli altri. Il mio romanzo nasce proprio da questa esigenza: usare una metafora potente e inattesa, quella di Bambi, per addentrarci nel cuore delle relazioni affettive e, in particolare, nel tema della manipolazione.
Durante la conversazione con Maria Cristina Martinelli abbiamo toccato alcuni punti che spero possano risuonare anche in te.
I falsi Bambi: imparare a riconoscere quelle figure che si presentano con una maschera di vulnerabilità, di innocenza, ma che in realtà nascondono intenti e strategie ben più predatorie. È un invito a guardare oltre le prime impressioni.
Il non dare mai per scontato: perché nutrire le nostre relazioni, senza banalizzarle, mantenendo insieme calore e attenzione, è ciò che le tiene vive.
I condizionamenti invisibili: quanto le nostre esperienze passate, e gli schemi mentali che ne derivano, influenzano le scelte e le reazioni di oggi. Sono filtri che, senza che ce ne accorgiamo, alterano il modo in cui vediamo l’altro.
Adattamento e accettazione: una distinzione sottile ma fondamentale. Perché adattarsi in modo attivo a una situazione è un conto; ben diverso è scivolare in un’accettazione passiva, che rischia solo di danneggiarci.
E poi, appunto, la domanda che attraversa tutto: prede o cacciatori? Perché spesso ci convinciamo di condurre il gioco, proprio mentre siamo noi a caderne vittime.
Pensieri in Tasca
“E se Bambi fosse un cacciatore?” è anche il primo titolo di una collana a cui tengo molto: Pensieri in Tasca.
L’obiettivo è unire il potere evocativo della narrativa alle intuizioni pratiche della psicologia. Ogni libro di questa collana è pensato per essere una piccola bussola, un compagno di viaggio che offre strumenti concreti per sviluppare una maggiore consapevolezza di sé e delle proprie relazioni.
Spero che questa intervista, e il romanzo, possano offrirti nuovi spunti di riflessione, e qualche strumento in più per muoverti con lucidità e forza nel mondo complesso delle relazioni umane.
Buona visione, e buona lettura.
Buona vita a tutte e a tutti
Lisa Galli
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