Ogni giorno, davanti a te, hai almeno tre strade. C’è quella che ti porta dove vuoi andare. C’è quella che ti allontana, drasticamente, da dove vorresti. E poi ce n’è una terza, la più insidiosa: quella che ti illude.
Riconoscerle è tutto. Perché basta un attimo per perdere di vista il proprio obiettivo.
Guarda la luce
La frase che ho scritto su questo quadro dice così:
“Guarda la luce e non curarti del buio.”
E dietro, la spiegazione:
“È un attimo perdere di vista il proprio obiettivo. Ogni giorno hai almeno tre strade diverse da prendere: c’è quella che ti porta dove vuoi andare; c’è quella che ti allontana drasticamente da dove vuoi andare; e poi c’è quella che ti illude. Sta’ accorto nella scelta.”
L’immagine è quella di un gatto, seduto nel buio, che guarda verso l’unica luce accesa nella stanza. Non si volta verso l’ombra dietro di sé. Guarda la luce. E in quel piccolo gesto c’è una scelta che facciamo tutti, ogni giorno: verso cosa rivolgere lo sguardo.
La strada che illude
Delle tre strade, la prima e la seconda sono le più facili da riconoscere. Quella che ti avvicina a dove vuoi andare, e quella che te ne allontana in modo netto: le vedi, prima o poi te ne accorgi.
La terza è la più pericolosa. È la strada che illude. Quella che sembra portarti verso il tuo obiettivo, che ti fa sentire in movimento, in cammino, e invece gira su se stessa, o ti porta altrove senza che tu te ne accorga. È la scelta travestita da quella giusta.
Ecco perché “sta’ accorto nella scelta”. Non per vivere nel sospetto di tutto, ma per non confondere il movimento con la direzione. A volte ci muoviamo tantissimo, ci affanniamo, e ci illudiamo di stare andando avanti. Fermarsi un momento e chiedersi “questa strada mi porta davvero dove voglio?” è già metà del cammino.
Non curarti del buio
E poi c’è quel “non curarti del buio”, che non è un invito a fingere che il buio non ci sia. Il buio esiste, le difficoltà esistono, i momenti in cui tutto sembra spento capitano a tutti.
Ma dove posiamo lo sguardo, di solito, è dove andiamo. Se guardo solo l’ombra, verso l’ombra mi muovo. Se tengo gli occhi sulla luce, anche piccola, anche lontana, è quella la direzione che prendo. Le possibilità ci sono sempre, anche quando il campo ci sembra esaurito. A volte basta smettere di fissare il buio, e accorgersi che una luce, da qualche parte, è rimasta accesa.
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