E se Bambi fosse un Cacciatore?
Un viaggio nella consapevolezza

Bambi è il personaggio della nostra infanzia.
Gli occhi grandi, l’aria indifesa, il bisogno di essere protetto. Ma se devo dirla tutta, Bambi è anche quello che ci ha fregato più di tutti.

Perché nelle favole nessuno ci avverte mai: esistono anche le persone cattive di cui ti fidi. Il cattivo, nelle storie, viene sempre sconfitto a un certo punto. Ma quella parte, io che mi fido di qualcuno e poi quel qualcuno, nella realtà, è qualcun altro, quella non ce la raccontano mai.

Ed è da qui che nasce il titolo del mio libro. Da una domanda che vorrei imparaste a farvi: e se questo Bambi, così dolce, fosse in realtà un cacciatore?

Un libro che è uno strumento, non solo una storia

Ci tengo a dire subito una cosa: questo non è nato perché io avessi una storia da raccontare. È nato perché il lettore potesse usarlo come strumento.

Non è psicoterapia, ovviamente. Ma vorrebbe essere uno strumento psicoterapeutico: qualcosa che, mentre lo leggi, ti fa attraversare delle emozioni e ti fa fare tante domande. Ogni capitolo ha un suo messaggio, e ti conduce lungo un percorso personale. Ci ho messo dieci anni a scriverlo, e l’ho riscritto tante volte, perché il mio obiettivo era difficile: non scrivere la mia storia, ma una storia che diventasse la tua. In cui ognuno potesse riconoscersi.

Marcella, e il gioco del “Socio”

La protagonista si chiama Marcella. È una donna intelligente, capace, che nella vita realizza tante cose. Non è affatto ingenua, e questo era importante per me: perché chiunque potesse identificarsi in lei. Potremmo essere un po’ tutte, Marcella.

Marcella si trova in una relazione disfunzionale con Christian. E Christian è un abilissimo conquistatore, che la aggancia con un meccanismo preciso: la fa sentire speciale. La chiama “Socio”, un termine che crea intimità, complicità, che la fa sentire più importante delle altre.

Ecco il punto. C’è una differenza sottile tra il chiamare qualcuno “Stella” e chiamarlo “Socio”. “Stella” vuol dire che sei una delle tante, tutte uguali. “Socio” vuol dire che in questo momento vali, sei meglio di quella che è venuta prima, ma sarai peggio di quella che verrà dopo. Sembra un complimento. È un aggancio.

E qui vi confesso una cosa, perché Alice, durante la presentazione, mi ha detto: “Tu, che sei psicologa, di certo non ci cadresti mai.” E invece io ci sono cascata tante volte. Tante. E ogni volta mi sono detta: ma sei proprio una pirla. Anch’io mi sono fatta chiamare “Socio”, per anni, da una persona, senza accorgermene, perché ne ero completamente persa. Ecco perché ho potuto scrivere Marcella così bene: non perché sono al di sopra di quel meccanismo, ma perché ci sono passata.

L’umiltà come chiave di lettura

A un certo punto, nel libro, scrivo che esistono persone davvero subdole. Gli esperti le chiamano manipolatrici. Io preferisco chiamarle Bambi. E dico che riconoscerle è un’arte, ma con la giusta chiave di lettura diventa sorprendentemente semplice.

Qual è questa chiave? L’umiltà.

Perché l’obiettivo del libro non è capire chi è il Bambi. È capire che tu puoi riconoscerlo, ma solo se conosci delle parti di te. Chiunque può agganciarti nelle tue vulnerabilità. E serve l’umiltà di dirsi: ho riconosciuto questo meccanismo, forse potrebbe succedere anche a me.

I miei genitori me lo dicevano sempre, con un vecchio detto: le meraviglie si attaccano. Vuol dire che quando ti stupisci troppo del comportamento degli altri, stai attento, perché prima o poi farai la stessa identica cosa. Ci stupiamo degli altri, e poi alla fine facciamo tutti gli stessi errori.

Chi si crede immune è il primo a cadere. Marcella amava il controllo, ed era convinta che a lei non sarebbe mai successo nulla.

Non solo in amore

Una cosa che mi ha colpita di questo libro, anche mentre lo scrivevo, è che il Bambi non abita solo nelle relazioni sentimentali. Può essere nell’amicizia, sul lavoro, e persino in famiglia.

Anzi: la relazione più difficile da riconoscere è proprio quella familiare, perché diamo per scontate certe dinamiche. Noi nasciamo già dentro una storia, e su quella storia dobbiamo poi sciogliere i nodi. Non sempre ci riusciamo.

La caffettiera e la lettera

In copertina non c’è un cacciatore, e non c’è un Bambi. C’è una caffettiera, e una lettera. E non è un caso: sono i due ingredienti fondamentali del libro.

La caffettiera si chiama Carolina. È quella che a Marcella hanno regalato quando è andata all’università, il momento in cui si esce di casa e si entra nel mondo. Se la porta dietro tutta la vita, e ogni volta che ha un problema si mette a fare un caffè. Carolina è il suo legame con l’infanzia, con la famiglia d’origine.

La lettera, invece, è arrivata una mattina. E Marcella sa chi gliel’ha scritta. Tutto il libro ruota attorno a una scelta: aprirla, o non aprirla. Perché quella lettera rappresenta la consapevolezza. La volontà, o meno, di capire. E a un certo punto, se ci vogliamo bene, siamo chiamati a spezzare le catene che ci tengono legati a scelte che non sono le migliori per noi.

Cosa deciderà Marcella, lo scoprirete leggendo.

E se Bambi fosse un Cacciatore?

“Le persone non sono mai fragili, sono vulnerabili
e hanno la capacità di trasformarsi”

da E se Bambi fosse un Cacciatore?

Cosa spero ti porti via

Cosa spero che un lettore prenda, da questo libro? Che inizi con un’idea di sé, e che alla fine cominci a pensare: forse questa cosa la posso vedere in un altro modo.

Che allarghi il Pensiero, insomma.

E non ho paura del giudizio. Questo libro può piacerti o non piacerti, per me è lo stesso: perché in entrambi i casi l’obiettivo è raggiunto. Se ti mette in discussione, se ti fa dire “questo non lo condivido”, stai già ragionando. E ragionare su di sé è esattamente il punto.

Perché, come scrivo lì dentro: le persone non sono mai fragili. Sono vulnerabili, e hanno la capacità di trasformarsi.

Il primo passo è solo questo: smettere di chiederci chi è il cacciatore, e cominciare a chiederci chi siamo noi.

Buona vita a tutte e a tutti
Lisa Galli

Se vuoi conoscere Marcella, e scoprire se aprirà quella lettera, trovi E se Bambi fosse un cacciatore? su Amazon.
E puoi guardare la presentazione del libro insieme ad Alice Pavarotti.

Tags:

No responses yet

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *