C’è sempre una persona che fa la differenza

C’è sempre una persona che fa la differenza, nella vita di chiunque. L’importante è accorgersene.

E non parlo dei parenti stretti — quelli, giustamente, non stupiscono. Parlo degli estranei. Di chi non ti conosce, eppure crede in te. A titolo completamente gratuito. Di chi fa delle tue capacità la propria missione, perché tu possa mostrarle al mondo.

Voglio raccontarti una storia vera che parla esattamente di questo. Una storia impregnata di umanità, nel bene e nel male.

Un dettaglio che mi colpì

Tutti ricordiamo l’ingresso di Alex Schwazer a Pechino, nel 2008. Il sudore, la fatica straordinaria, il podio. E ricordiamo altrettanto bene quello che venne dopo: l’ombra del doping, e quella conferenza stampa carica di disperazione.

Non voglio entrare nel merito della vicenda — non è questo che mi interessa raccontare, e non conoscendo la persona non mi permetto giudizi né tantomeno diagnosi.

Ma c’è un dettaglio che allora mi colpì, e che è il cuore di questa riflessione. In quella conferenza, Alex non cercò scuse. Si assunse ogni responsabilità, in tutto e per tutto. E devo dire la verità: mi ricordo di aver pensato che era una scelta particolare. Perché di solito, soprattutto in pubblico, le persone tendono a dare la colpa anche agli altri. Lui no.

E quel gesto raro colpì anche un’altra persona. Un uomo integerrimo, che il doping lo aveva sempre combattuto: Sandro Donati.

L’incontro

Donati decide di aiutare Schwazer. Non per denaro. Ma perché vede in lui capacità straordinarie — più grandi, addirittura, di quelle espresse fino a quel momento.

Due persone che non si conoscono. Che si incontrano per un fine unico. Un uomo che mette la propria autorevolezza al servizio di qualcuno che era caduto. E la dimostrazione di una cosa in cui credo profondamente: che si può sbagliare, e che se si viene aiutati davvero — davvero — si può tornare a emergere.

Ed è qui il punto che voglio passarti.

La forza dell’estraneo

Ognuno di noi, nella propria storia, ha qualcuno che ha creduto in lui.

E se quel qualcuno non ha con noi alcun legame sentimentale o familiare — se è un esterno — il suo potere su di noi è ancora più grande. Perché a lui riconosciamo un’autorevolezza imparziale. Non ci crede perché ci vuole bene. Ci crede perché vede qualcosa. E questo pesa il doppio.

Prova a guardare dentro la tua storia.

Se sei stato uno studente, ripensa a quell’insegnante che ti disse che potevi farcela. Che nonostante le insufficienze prese fino a quel momento, tu avevi la capacità di studiare, di andare oltre. E se sei un professionista, ripensa a quel docente che ti diede una soddisfazione, o a quel collega che ti fece capire che ti stimava — e che in quella stima tu trovasti la forza di andare avanti, di specializzarti sempre di più.

C’è quasi sempre qualcuno così. Il problema è che spesso non ce ne accorgiamo.

Quando la vita non è un film

La straordinarietà del legame tra Schwazer e Donati sta tutta qui: nel credere reciproco, nella forza dell’uomo.

Certo, poi si devono fare i conti con il resto. La vita reale non è un film hollywoodiano — se lo fosse, a quest’ora avrebbero già vinto centocinquanta medaglie. E quando qualcuno mette i bastoni tra le ruote, il classico lieto fine diventa più difficile da raggiungere.

Ma il senso, per me, non è nel finale.

Il senso è nel meccanismo. Perché questa storia dimostra una cosa che vale per tutti noi, medaglie o non medaglie: quando qualcuno ha un problema, e qualcun altro sceglie di sostenerlo — di crederci davvero — allora vincere diventa possibile.

Non da soli. Insieme.

E allora ti lascio con la domanda con cui ho lasciato loro: chi è stato, nella tua vita, l’estraneo che ha creduto in te?

Provaci. Cerca quella persona nella tua memoria.

E se ci sei ancora in tempo — diglielo.

Buona vita a tutte e a tutti
Lisa Galli


Mi chiamo Lisa Galli, sono psicologa, psicoterapeuta e criminologa. Ti invito a guardare la docu-serie su Netflix dedicata a questa storia e a scrivermi nei commenti: chi è stata la persona “estranea” che ha creduto in te nella tua vita?

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