Quando quello che diciamo nega quello che facciamo

“Ti amo così tanto che ti lascio.”
“Ti picchio per il tuo bene.”

Le hai mai sentite, frasi così? E hai sentito quella confusione arrivare subito, come una vertigine — la sensazione di aver capito e non aver capito nello stesso istante?

Non è una tua impressione. Sei davanti a una comunicazione paradossale. E il tuo smarrimento non è debolezza: è la risposta esatta a un messaggio che si morde la coda.

Paradosso, dal greco paradoxa, vuol dire “contro l’opinione”. Accade quando la conclusione di un messaggio contraddice la sua stessa premessa. E la veritĂ  è che siamo maestri nel confondere gli altri — e noi stessi — dicendo una cosa e il suo contrario nello stesso respiro.

Quando la forma nega la sostanza

L’esempio che incontro piĂą spesso è quello educativo: un genitore che colpisce un figlio e lo giustifica con l’amore.

Ma fermiamoci un secondo sulla premessa. Se il punto di partenza è “ti voglio bene”, l’atto di colpire non ci può stare dentro. Non regge. Se ti voglio bene, non ti picchio.

Lo stesso succede nelle relazioni che segregano, dove il controllo si traveste da dedizione: “Ti voglio tutta per me perchĂ© ti amo.” Ma l’amore, per sua natura, concede libertĂ . Non può coincidere con la reclusione. Quando qualcuno ti tiene stretto dicendo che è amore, sarebbe bene chiedersi: è amore, o è la paura di restare solo travestita da amore?

I paradossi sottili: la nuora “ideale”

Poi ci sono i paradossi evidenti — quelli che, almeno, si vedono. E poi ci sono quelli sottili, che fanno più danno proprio perché non si riesce a metterli a fuoco.

Ti racconto un episodio capitato a una persona che seguo, e che ringrazio per avermi dato il permesso di raccontarlo.

Una donna era felice del rapporto con la suocera. FinchĂ© un giorno la suocera le disse: “Ho molta stima di te, sono contenta che mio figlio ti abbia sposata — anche perchĂ© chiunque avesse scelto mi sarebbe andata bene: si sa, i figli si perdono se non si va d’accordo con la nuora.”

E lì è cominciato il tormento.

PerchĂ© quella frase, apparentemente gentile, apre una crepa: sono apprezzata per chi sono io, o solo perchĂ© “servo” a non far perdere il figlio a sua madre? Ti stimo — ma saresti potuta essere chiunque. Il complimento e la squalifica, dentro la stessa frase. Ecco perchĂ© la donna non riusciva piĂą a raccapezzarsi: non c’era un errore da correggere, c’era una contraddizione da abitare.

“Io mento sempre”

Il paradosso logico piĂą famoso è una frase sola: “Io mento sempre.”

Prova a seguirla. Se sto dicendo la verità, allora sto mentendo — quindi la frase è falsa. Ma se sto mentendo, allora la frase è vera — quindi non mento sempre. La mente gira a vuoto, non trova appiglio.

Nelle relazioni sentimentali questo cortocircuito è all’ordine del giorno. Quando ricevi una comunicazione paradossale, la tua mente entra in scacco matto — cerca la coerenza e non la trova, perchĂ© non c’è. E le relazioni disfunzionali nascono spesso proprio qui: in questo spazio di incoerenza che genera insicurezza, e ti lascia sempre con il dubbio di essere tu a non capire.

Un invito a ragionare

E allora, due attenzioni. Una verso l’esterno, una verso di noi.

La prima: a quello che riceviamo. Imparare a riconoscere un paradosso è il primo passo per non restare intrappolati. Quando una frase ti lascia quella vertigine, non archiviarla come “sarò io permaloso”. Fermati e chiediti: c’è coerenza tra quello che mi viene detto e quello che mi viene fatto?

La seconda, piĂą scomoda: a quello che diciamo noi. PerchĂ© il comunicatore paradossale, a volte, siamo noi — senza accorgercene. “Fai come ti pare, tanto lo so giĂ  come va a finire.” “Non sono arrabbiato” detto con la mascella serrata.

Il paradosso pretende da noi una linearitĂ  che non esiste. Ci chiede che premessa e conclusione filino dritte, sempre.

Ma la vita non è una linea retta. La vita è circolare. E forse il primo passo per non intrappolare gli altri — e per non lasciarci intrappolare — è proprio questo: smettere di pretendere che tutto torni, e cominciare a chiederci se torna davvero.

Buona vita a tutte e a tutti
Lisa Galli

Tags:

No responses yet

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarĂ  pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *