Esci dai social, entra nella vita

Un comportamento che vediamo sui social non è detto che sia un comportamento adeguato.

Eppure funziona così: più persone si comportano in un certo modo, più quel modo ci sembra giusto. Come se fosse il numero a decidere cosa è normale, e cosa non lo è.

Ma il numero non decide niente. E c’è un piccolo esercizio che serve proprio a ricordarcelo.

Quando il numero diventa la misura

Da un po’ di tempo pongo particolare attenzione a come vengono usati i social come modello educativo. Perché mi rendo conto, sempre di più, di quanti messaggi non adeguati passano in rete.

E c’è un meccanismo preciso. Questi messaggi vengono trasmessi da persone influenti. Le persone influenti condizionano i comportamenti di molti. E quando la stragrande maggioranza comincia a comportarsi in un certo modo, ecco che scatta l’inganno: il numero di persone che fanno una cosa finisce per sembrare la prova che quella cosa sia giusta.

Ma l’adeguatezza di un comportamento non si misura contando quante persone lo mettono in atto. Si misura in un altro modo.

Le persone che crediamo infallibili

C’è poi un secondo inganno, più sottile.

A volte stimiamo talmente tanto una persona da pensare che sia infallibile. Che se lo fa lei, allora va bene per forza. E così, senza accorgercene, smettiamo di ragionare con la nostra testa e deleghiamo il giudizio a qualcun altro.

Ma nessuno è infallibile. Non chi ha milioni di follower, non chi ammiriamo di più. E affidare ad altri il nostro modo di distinguere ciò che è adeguato da ciò che non lo è, è il modo più rapido per perdere di vista noi stessi.

L’esercizio: portalo fuori dallo schermo

E allora ti propongo un esercizio, per mantenere una certa obiettività su quello che vedi e che vivi.

La prossima volta che un comportamento, sui social, ti sembra normale, prova a spostarlo. A immaginarlo fuori da lì, in un altro luogo. E chiediti:

Cosa accadrebbe se questa stessa situazione, invece di vederla su uno schermo, la vedessi accadere davanti a me, nella vita vera? Cosa penserei? Come la vivrei? E come la vivrebbe l’altra persona, quella che a quella situazione partecipa?

È un buon metro di misura. Perché spesso è proprio uscendo dallo schermo che una cosa mostra il suo vero volto: quello che sul social sembrava normale, spostato nella vita reale, a volte rivela tutta la sua inadeguatezza.

I social non sono il problema. Il problema è delegare a loro il nostro giudizio.

E allora ogni tanto facciamolo davvero: usciamo dai social, e rientriamo nella vita. Perché è lì, non sullo schermo, che le cose mostrano quello che sono davvero.

Buona vita a tutte e a tutti
Lisa Galli

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Psicomondo

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