L’amante e il tradimento: di chi è la responsabilità?
Quando arriva un amante, tutti guardano lì. Al terzo incomodo, alla persona che si è infilata nella coppia. È lì che si concentra la rabbia, il dolore, l’attenzione.
Ed è esattamente l’errore che impedisce a una coppia di andare avanti. Perché finché guardi il terzo, non stai guardando l’unica cosa che può davvero aiutarti a capire: la tua coppia.
Il commento da cui parto
Una persona della nostra community mi ha scritto una cosa molto chiara, e le ho chiesto il permesso di leggervela: “La responsabilità di un rapporto incrinato è sicuramente di entrambi. Ma la scelta di avere un amante è responsabilità unica e personale di chi fa tale scelta. Chi sceglie un amante non può pretendere di dire che è colpa anche dell’altro.”
Condivido pienamente questa posizione. È assolutamente vero: il tradimento, come azione, è sempre e solo responsabilità di chi tradisce. Non è colpa del partner se l’altro sceglie di introdurre una terza persona nella relazione. Davanti ai problemi ci sono sempre tante strade possibili, e chi ne sceglie una precisa non può scaricarne il peso su qualcun altro.
Ma proprio da qui voglio fare un passo in più.
Oltre il terzo incomodo
Il rischio più grande, per una coppia dopo un tradimento, è fermarsi lì.
Se concentri tutta la tua attenzione sull’amante, sul terzo incomodo che ha distratto prima uno e poi l’altro, la coppia non può evolvere. Perché ti stai fissando su qualcosa che è successo, sì, ma che non ti dice il perché è successo.
L’amante è un fatto. Ma la domanda vera è un’altra: perché la nostra coppia è diventata così vulnerabile da permettere a quell’amante di entrare?
Parlare del terzo, allora, non serve a togliere responsabilità a chi ha tradito. Serve a sensibilizzare su una cosa che dimentichiamo: la salute di una coppia dipende anche da come, nel tempo, entrambi l’hanno fortificata. O non fortificata.
Le due responsabilità
E qui c’è la distinzione più importante di tutte, che voglio dire con la massima chiarezza per non essere fraintesa.
Chi tradisce ha la responsabilità del tradimento. Sempre. Su questo non si discute, e nulla di quello che dirò dopo la sposta di un millimetro.
Ma accanto a questa, c’è una seconda responsabilità, di natura diversa: quella di capire perché il tradimento è avvenuto. E questa è condivisa. Chi ha tradito ha il compito di far comprendere all’altro cosa lo ha portato lì. E chi è stato tradito ha il compito, insieme all’altro, di voler capire cosa è accaduto.
Attenzione, però: questo non significa attribuire al tradito l’azione del tradimento. Non significa dire “te la sei cercata”. Significa solo ragionare, insieme, su cosa ha reso quella coppia vulnerabile all’arrivo di qualcun altro.
Capire il perché, non solo il cosa
Perché andare da un terapeuta, dopo un tradimento, non serve necessariamente a restare insieme. Serve a capire a che punto è quella coppia.
E qui c’è spazio anche per uno sguardo diverso sulla tentazione. La tentazione esiste, in una relazione che dura da decenni come in una che dura da una settimana. La vediamo sempre come qualcosa di negativo. Ma può anche diventare uno strumento: qualcosa che ci costringe a fermarci e a chiederci chi siamo, cosa vogliamo davvero.
Ogni storia è a sé. Ogni tradimento ha le sue sfumature. Si può scoprire che le responsabilità del perché sono di uno, dell’altro, di entrambi. Non c’è una formula.
Non mettere la polvere sotto il tappeto
Quello che vi chiedo è una cosa sola: se c’è un tradimento, non fate finta di niente.
Fermatevi. È doloroso, fa male, ma è proprio lì che bisogna ragionare su ciò che ha reso la coppia vulnerabile. Passarci sopra senza comprendere le radici della crisi è come mettere la polvere sotto il tappeto: prima o poi quella polvere torna a farsi sentire.
E ragionarci è funzionale in ogni caso. Sia che si scelga di restare, sia che si scelga di lasciarsi. Perché in entrambi i casi, capire ti permette di scegliere davvero, invece di subire.
Il tradimento è meglio che non ci sia, in una coppia. Porta dolore, porta sofferenza. Ma se c’è, resta una scelta: quella di ragionare sul perché è accaduto. Per rispetto di sé, e dell’altro.
Buona vita a tutte e a tutti
Lisa Galli
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