Costruisci i tuoi ricordi oggi

Non aspettare il momento “perfetto”

Riempiamo le nostre vite di futuri.

“Lo farò quando sarò più organizzato.” “Andremo quando i figli saranno grandi.” “Glielo dirò quando avrò un po’ più di soldi, di tempo, di calma.” Rimandiamo al momento perfetto — quello in cui tutto sarà finalmente al suo posto.

Ma cosa succede quando quel “poi” non arriva mai?

Il peso di un’occasione mancata

Un signore che fronteggiava una malattia molto impegnativa mi raccontò un giorno il suo rimpianto più grande. Non era un affare andato male, non era una scelta di lavoro. Era un viaggio. Un viaggio mai fatto, rimandato una volta di troppo per dare la precedenza al lavoro, alla routine, alle mille cose che sembravano più urgenti. “Ci andremo in un altro momento”, diceva sempre.

Quel momento non è arrivato.

E in quel racconto non c’era solo nostalgia. C’era il dolore di chi sa di aver lasciato indietro qualcosa che non torna più. Ascoltandolo, non ho potuto fare a meno di girare la domanda verso di me — e ora la giro verso di te: qual è la tua occasione rimandata? E soprattutto: come si fa a non accumularne altre?

Edificare i ricordi come fossero palazzi

Ho un’immagine che mi accompagna da tempo. Per non riempirci di rimpianti, credo si tratti di costruire i propri ricordi nel presente — viverli come si edifica un palazzo.

Perché quando costruisci un palazzo, decidi tutto. Le proporzioni nello spazio, i materiali. I colori per abbellirlo, e chi lo abiterà. Ma soprattutto decidi una cosa: il perché lo stai edificando.

Costruire un ricordo funziona allo stesso modo. Significa scegliere quale spazio concedergli nella nostra memoria — e farlo andando oltre la stanchezza, le difficoltà organizzative, le piccole incomprensioni di ogni giorno che sembrano sempre più importanti del momento che stiamo vivendo.

Solo che, a differenza dei palazzi, un ricordo lo puoi costruire una volta sola. Nell’istante esatto in cui accade. Poi quell’istante non ripassa a chiedere se eri pronto.

L’intensità del presente

Attenzione, però. Vivere a fondo non significa fare tutto ciò che si vuole senza regole. E non significa nemmeno restare ancorati a un passato da rimpiangere.

Significa un’altra cosa: sentire l’intensità dell’ora.

Significa accorgersi del sapore di un vino. Della forza di un’amicizia. Dell’unicità di un amore. Significa persino — quando sei esausto, sono le tre di notte e tuo figlio piange e tu non ne puoi più — fermarti un istante e pensare: “È qui. Ora. Tra le mie braccia.”

Perché è lì che si costruisce il palazzo. Non nel momento perfetto. In quello vero.

E allora non dimentichiamoci mai di dire “ti voglio bene” a chi amiamo — adesso, non quando sarà il momento giusto. Perché costruire un ricordo è tutto ciò che facciamo nell’attimo in cui vogliamo e possiamo farlo.

Senza rimandare mai.

Buona vita a tutte e a tutti
Lisa Galli


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